Cedolare secca 2018 e durata contratto

CEDOLARE SECCA

Cedolare secca 2018 (cit. IDEALISTA.IT) Il regime della cosiddetta cedolare secca consente di versare un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali.

Il regime della cosiddetta cedolare secca consente di versare un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali. Per i contratti sotto cedolare secca, inoltre, non si deve pagare l’imposta di registro e l’imposta di bollo né al momento della registrazione del contratto, né alla risoluzione o in caso di proroga. Ma quanto dura l’opzione?

Secondo quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate, l’opzione comporta l’applicazione delle regole della cedolare secca per l’intero periodo di durata del contratto (o della proroga) o, nei casi in cui l’opzione sia esercitata nelle annualità successive alla prima, per il residuo periodo di durata del contratto.

Il locatore ha comunque la facoltà di revocare l’opzione in ciascuna annualità contrattuale successiva a quella in cui è stata esercitata. Così come è sempre possibile esercitare nuovamente l’opzione, nelle annualità successive alla revoca, rientrando nel regime della cedolare secca.

La revoca deve essere effettuata entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente e comporta il versamento dell’imposta di registro, eventualmente dovuta.

In caso di proroga del contratto, è necessario confermare l’opzione della cedolare secca contestualmente alla comunicazione di proroga. La conferma dell’opzione deve essere effettuata nel termine previsto per il versamento dell’imposta di registro, cioè entro 30 giorni dalla scadenza del contratto o di una precedente proroga. In caso di risoluzione del contratto, l’imposta di registro non è dovuta se tutti i locatori hanno optato per il regime della cedolare secca. Tuttavia, è necessario comunicare la risoluzione anticipata presentando all’ufficio dove è stato registrato il contratto il modello Rli debitamente compilato.

Cedolare secca 2018, quando si paga l’acconto (cit. IDEALISTA. IT)

Il regime della cedolare secca per gli affitti consiste nell’applicazione di un’aliquota sostitutiva, fissa e agevolata che sostituisce Irpef e relative addizionali, imposta di registro, imposta di bollo di 16 euro. Sugli affitti a canone libero si applica un’aliquota del 21%, mentre la legge di Stabilità 2018 ha prorogato l’aliquota del 10% per i contratti a canone concordato anche per il biennio 2018-2019. La data che i contribuenti adesso devono segnare in rosso sul calendario è quella relativa alla scadenza del 2 luglio.

Il 2 luglio 2018, infatti, scade il termine ultimo per il versamento del saldo 2017 e per l’acconto 2018 della cedolare secca. La scadenza per il 2018 è prorogata di due giorni rispetto al termine ordinario del 30 giugno che cade di sabato.

I contribuenti titolari di redditi da locazione che hanno aderito al regime della cedolare secca al 21% o al 10% sugli affitti dovranno versare l’importo dovuto entro il 2 luglio 2018, stessa scadenza per il versamento di Irpef e contributi Inps. Per il versamento del saldo 2017 e dell’acconto 2018 della cedolare secca bisognerà seguire le istruzioni messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Per stabilire chi deve pagare l’acconto della cedolare secca 2018, di importo pari al 95% dell’imposta dovuta per l’anno precedente, bisogna far riferimento a quanto indicato nel rigo RB11 della dichiarazione dei redditi.

L’acconto è dovuto quando il rigo RB11 campo 3 “Totale imposta cedolare secca” supera 51,65 euro. In caso contrario non è necessario versare l’acconto 2018, ma soltanto il saldo 2017, pari dunque al restante 5% della cedolare secca. L’acconto non è dovuto nel primo anno di esercizio dell’opzione per la cedolare secca, poiché manca la base imponibile di riferimento, cioè l’imposta sostitutiva dovuta per il periodo precedente.

Nel caso in cui l’importo dell’acconto per la cedolare secca 2018 sia superiore a 51,65 euro, il versamento deve essere effettuato nelle seguenti scadenze e modalità:

  • unica soluzione entro il 30 novembre 2018 qualora l’importo dovuto sia inferiore a 257,52 euro;
  • due rate qualora l’importo dovuto sia superiore a 257,52 euro e in questo caso i versamenti devono essere suddivisi in due scadenze, prima rata di acconto entro il 2 luglio 2018 nella misura del 40% del dovuto, seconda rata di acconto entro il 30 novembre 2018 nella misura del 60%.

Nel caso in cui il contribuente prevedesse un reddito da locazione inferiore, e quindi una minore imposta, gli acconti dovuti possono essere ridotti in proporzione. Ma in dichiarazione dei redditi, rigo RB12, bisogna comunque indicare gli importi dovuti con il “calcolo storico”.

Per quanto riguarda il versamento del saldo 2017 della cedolare secca, la scadenza è fissata al 2 luglio 2018 o al 31 luglio con maggiorazione dello 0,40%.

Il saldo 2017 e l’acconto 2018 della cedolare secca devono essere pagati tramite modello F24, sezione Erario, utilizzando i seguenti codici tributo:

  • codice tributo 1840: Cedolare secca locazioni – Acconto prima rata;
  • codice tributo 1841: Cedolare secca locazioni – Acconto seconda rata o unica soluzione;
  • codice tributo 1842: Cedolare secca locazioni – Saldo.

 

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